“ROBE DA CIODI”
L'IDEA
In occasione della realizzazione del Museo del Chiodo di Forno di Zoldo, Paola Brolati, autrice, regista e attrice veneziana e Augusto (Charlie) Gamba, paroliere e cantante del gruppo musicale zoldano Kikesona, hanno ideato lo spettacolo “ROBE DA CIODI”. Attraverso la narrazione della storia dei chiodaioli di Zoldo, con canzoni, aneddoti e leggende, gli autori ed interpreti fanno rivivere la memoria di un recente passato, e affrontano anche alcuni problemi attuali della Valle, esplorando con leggerezza e ironia possibili vie da percorrere alla ricerca di soluzioni.
CONTENUTI
Studiando la storia della Valle nel corso dei secoli balza agli occhi un percorso economico “schizofrenico”: l'antico sfruttamento del legno (taglio e trasporto a Venezia), zoldani boscaioli e carpentieri in Romania, poi minatori che estraggono ferro e piombo (creando il mito della presenza di giacimenti d'argento in Valle), ciodaròt che lavoravano la ferraglia riciclata per produrre chiodi, fino alla massiccia emigrazione soprattutto verso nord dove si vanno a vendere dapprima canditi, castagne e pere cotte, poi dolciumi e gelati. Al giorno d'oggi però non è più un affare aprire una gelateria in Germania, a causa di vari fattori quali l'avvento dell'euro e i mutamenti della società, e il turismo “in loco” non decolla: ci siamo chiesti cosa potrebbe accadere adesso.
Forse si possono potenziare le risorse culturali del territorio, sia come vestigia di una storia recente, sia come creatività presente.
La fame atavica è ormai lontana, anche se ha lasciato il suo ricordo, e non è più questione di quanto si lavora per vivere dignitosamente, ma di come si lavora, per poter guadagnare in qualità della vita.
LO SPETTACOLO
“ROBE DA CIODI” ripercorre le vicende di ciodarot e forgnacoi prendendo spunto dalla figura di un ciodaròt realmente esistito, ritratto da Osvaldo Monti nei suoi vividi album di disegni: Rinaldo Pasqualin.
Pasqualin era la prima guida alpina di Zoldo basso, nella seconda metà dell'800, oltre che essere un valente fabbro. Fratellastro del cavaliere del lavoro Adriano Pasqualin, conquistò il Mezzodì e la cima della Gardesana, pur non essendo un cacciatore di camosci. Morì assiderato a soli 45 anni lungo il Canale, vicino ad Ospitale di Zoldo, dove un tempo sorgeva l'Ospizio di S.Martino.
Ci è sembrato che la sua storia fosse emblematica sotto molti punti di vista: il lavoro di ciodaròt; il suo rapporto con le montagne; il fratello emigrante di successo; la percorrenza del Canale (che allo stesso tempo isola la Valle ma è anche l'unica via di comunicazione con la pianura e le città); l'Ospizio di S.Martino, dove fin dal Medio Evo riparavano i rari pellegrini e mercanti che percorrevano l'impervio “Canal”.
L'attrice e regista Paola Brolati racconta dunque la storia di Rinaldo, supportata da documenti visivi e sonori e dalle canzoni eseguite dal vivo da Charlie Gamba, rivisitando leggende ed elaborando testimonianze orali raccolte dalle antropologhe che hanno raccolto i materiali per il museo
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